(5) REIKI: il Maestro.

Quando?

Ilconcetto di trasmissione orale in Reiki è di grande importanza in quanto i contenuti non possono essere trasmessi se non attraverso una esperienza e un contatto diretto tra maestro e allievo.
Ovviamente la preparazione, l’esperienza, la serietà e l’attendibilità del maestro è determinante affinchè la trasmissione possa avere un efficace riscontro e gli insegnamenti possano essere assimilati dall’allievo in assoluta assenza di dubbi o distorsioni.

Il Maestro di Reiki ( meglio sarebbe chiamarlo semplicemente insegnante ), non è una persona dotata di speciali poteri, ma semplicemente una guida che ha dedicato la sua vita al Servizio.
La capacità e la preparazione spirituale sono frutto di una assidua pratica Reiki, una profonda conoscenza della materia e di numerose esperienze acquisite mediante la pratica stessa, elementi fondamentali per il processo di attivazione e per l’insegnamento.

La crescita spirituale del Maestro dipende inoltre dalla sua capacità di mettersi continuamente in discussione, di non arrogarsi posizioni di supremazia sui suoi allievi e trarre continui insegnamenti dallo scambio continuo con gli allievi capaci di offrire con il racconto delle loro esperienze e della loro individualità continui spunti di discussione e di crescita e per se stessi e per il maestro stesso.

Il Maestro deve essere la guida di ogni allievo, egli è estraneo a concetti di egocentrismo,  di potere personale o di lucro, è l’umile tra gli umili sempre spiritualmente attento ad ogni sfumatura e ad ogni stimolo proposto dagli allievi.

Nella mia pratica pluridecennale di insegnamento applicata in varie tecniche, dove ai successi sono seguite le delusioni, sono giunto alla conclusione che: non esiste cattivo allievo esiste cattivo maestro.